E se facessimo come Lisistrata?

Vi ricordate Lisistrata? Quella donna supersveglia che organizza ‘lo sciopero dell’amore’ per convincere i maschi ateniesi a smettere di fare la guerra ai maschi spartani?  Indovinate un po’, ci riesce! Perché ai maschi, indovina indovinello, se gli togli quella cosa lì, gli prende paura e subiscono una mutazione genetica. Da lupi diventano agnelli…

Che c’entra Lisistrata adesso?

Ecco spiegato l’arcano. Come ai tempi di Lisistrata, i maschi attuali (con un codazzo di donne allineate, purtroppo)  fanno la guerra. Solo che non combattono contro Sparta, ma contro di noi.

Noi donne, voglio dire. Noi tutte, noi donne giovani, meno giovani, sposate, divorziate, casalinghe, donne in carriera, eterosessuali e lesbiche, ciascuna di noi e tutte noi.

Qualcuno potrebbe obiettare che questa guerra non la vede, che me la sono immaginata. Faccio un breve recap, allora.

# la politica ci propina tizi della levatura di Salvini-Fontana-Pillon che non perdono occasione per ricordare qual è il ruolo delle donne nell’italietta piccola piccola e soffocante del 2019. Figliare, e poi figliare e poi figliare. E poi accudire il maschio-sultano e la prole italica fino al giorno del giudizio.

# fra le assurdità strombazzate ai quattro venti dai gialloverdi ci sarebbe l’idea di ‘podere al popolo’ per le coppie che figliano in abbondanza. Niente asili nido, sgravi fiscali, possibilità di part-time per madri e padri o qualunque altra misura concreta di sostegno alla natalità, ma una scelta veramente bucolica, in antitesi con questo orribile mondo moderno dove le donne osano andare al lavoro invece che stare  a casa, accanto al camino a rammendare calzini e allattare pargoli.

# c’è poi la possibilità che noi donne ci stufiamo di un marito/compagno violento o, semplicemente, la relazione d’amore è finita e decidiamo di divorziare. ANATEMA! Ci pensa Simone Pillon con la sua mirabolante proposta per tutelare la bigenitorialità con perfetta suddivisione di tempi e spazi per i minori figli di separati. Bambini che dovrebbero vivere eternamente con la loro piccola valigia in mano, amichetti/amichette equamente divisi, attività sportive equamente distribuite fra le dimore dei due fedifraghi, leggi genitori. E poi vuoi mettere le vecchie separazioni di una volta con quelle del mondo nuovo? Con Pillon c’è il mediatore familiare obbligatorio e a pagamento, un vero colpo di genio del crociato leghista che, guarda caso, è anche mediatore familiare già di suo. A essere sospettosi nasce il sospetto che tutto l’ambaradan altro non sia che un espediente per impedire, di fatto, il divorzio e punire la fedifraga che osi rompere il sacro vincolo. Perché, si sa, sono quasi sempre le donne che vogliono separazioni e divorzi e vanno punite anche con la soppressione dell’assegno di mantenimento, che tanto di mangiare non hanno bisogno…

# la parata dei fascio-sessisti di Verona, la ciliegina sulla torta! Gli illuminati partecipanti ci hanno ricordato che il cancro è, più o meno, la giusta punizione per le donne che non producono progenie, che l’aborto è l’agente scatenante di molti femminicidi, che la famiglia naturale è solo quella formata da un uomo e una donna il cui l’uomo fa l’uomo (cioè comanda) e la donna  fa la donna (cioè sta sottomessa). Sono solo dei pazzi scatenati, ma sono pericolosi perché hanno soldi e potere e perché hanno l’appoggio del governo fascio-leghista, come dimostra la partecipazione di Salvini, Fontana, Bussetti.

E allora facciamo come Lisistrata. Magari la vedono, finalmente, l’altra metà del cielo…

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