La città della famiglia

Dato che sono un’inguaribile romantica, quando penso a Verona vedo il balconcino della casa di Giulietta dove lei, occhi sognanti e capelli sciolti al vento, parla col suo Romeo di nascosto da mamma e papà. Perché i due ragazzi si amano alla follia, lo sanno anche i bambini che sono digiuni del bardo inglese.

Recentemente ho scoperto che il XIII Congresso Mondiale delle Famiglie si terrà  proprio a Verona alla fine di marzo e, ingenuamente, ho pensato: non c’è posto migliore per parlare di amore! Poi, siccome sono ingenua, ma sono consapevole che viviamo in tempi bui, mi sono andata a informare.

E mi si è aperto un mondo. Ho scoperto che si parlerà di famiglia, non di amore. Dov’è la contraddizione? direte voi. La famiglia si fonda sull’amore, no? Eh no, attenzione, c’è famiglia e famiglia, secondo gli illuminati di Verona.

C’è quella sacrosanta col papà e la mamma e tanti bambini, col papà che va al lavoro e torna a casa con un bel sorriso, dà un bacetto ai bimbi, sparpaglia i vestiti sul pavimento, fa la doccia, si stravacca sul divano e aspetta che, come per magia, si produca la cena grazie all’attività frenetica dell’angelo del focolare che spignatta in cucina. Questa è l’unica famiglia, a Verona. Gli altri sono agglomerati di persone al di fuori della legge umana e divina: famiglie monoparentali, famiglie ricostruite, famiglie omosessuali con o senza bambini. Immondizia che gli illuminati di Verona nemmeno prendono in considerazione.

Del resto i relatori sono personcine del calibro di Katalin Novak, ministro della famiglia ungherese nel governo Orban (un nome, una garanzia…) che sostiene sia dovere delle donne bianche produrre più bambini per evitare il declino demografico; Alexey Komov, ambasciatore WCF all’ONU che sostiene l’insalubrità dello stile di vita omosessuale; Dimitrij Smirnov, esponente della chiesa ortodossa che vuole spazzare via dalla faccia della terra chi sostiene l’aborto perché è cannibale; poi c’è Brian Brown, fondatore dell’Iof (International Organization for the Family) che sostiene simpaticamente che la causa dei femminicidi siano gli aborti. Elimini uno, scompare l’altro. Easy.

Come se non bastasse, a questi illuminati stranieri si aggiungono gli illuminati italiani DOC: sfileranno a Verona Massimo Gandolfini, Tony Brandi e Jacopo Coghe, ultracattolici organizzatori degli ultimi Family Day, poi  i ‘gemelli diversi’Lorenzo Fontana e Simone Pillon, l’ineffabile Marco Bussetti e… udite udite il vice ministro dell’Interno Matteo Salvini, rappresentante coerente della ‘famiglia tradizionale’ con ex-moglie, compagne varie e figli prodotti sia con moglie che con compagna. Ma lui, alla fine, non si sa se va. Magari va solo a titolo personale, non come rappresentante del governo italiano. Tanto gli viene facile dissociarsi: il giorno è Dr Jekyll, la notte Mr Hyde. Easy.

Insomma a Verona non si parlerà di amore, ma di famiglia. Solo quella tradizionale, però. Tutto il resto è anatema.

One comment

  1. Certo che i curricula dei relatori sono… agghiaccianti. E poi, Verona… si può perché a Verona hanno approvato il famoso decreto pro- vita. Ricordo che eoni fa, quando ero ancora una sgarzoletta di Pordenone, Verona era famosa perché si spacciava una tombola ed era la città del Nord con più tossici. Devono essersene sparata così tanta che gli è rimasta nel DNA. …

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