Parole, parole, parole

 

 Mi piacciono le lingue e, ovvio, mi piacciono le parole. Le studio, le analizzo e cerco di capire quello che c’è dietro. Perché le parole non sono affatto neutre, ma rappresentano un mondo preciso, uno spazio e un tempo, una cultura. E’ da parecchio tempo che non sento più la parola ‘cittadino/cittadina’. Dagli anni ’70? Dalla Rivoluzione Francese? Non saprei dire da quanto, ma di certo la parola non è più in voga e non è un caso. Già Mr B., con la sua discesa in campo nei lontani anni ’90, inaugurò un new deal in cui il desueto ‘cittadino/a’ veniva spazzato via dalla parola ‘popolo’, molto più trendy.

Ed è proprio questo spostamento dal concetto di cittadino a quello di popolo, ciò che ha segnato l’evoluzione-involuzione dalla democrazia partecipata alla democrazia della delega. Oggi il popolo guarda con occhi adoranti il proprio leader in attesa delle ‘pillole d’illusione’ che gli propina nel mercato dei sogni in cui si è trasformata la politica. E allora arrivano ‘la pace fiscale’, il ‘reddito di cittadinanza’  la pensione super-anticipata, la flat-tax e si riaprono i bordelli che è tanto brutto vedere quelle signorine per strada. E noi, popolo, non più cittadini, non ci occupiamo di niente perché c’è chi pensa a tutto al posto nostro e magari riesce anche a far tornare i treni in orario come ‘quando c’era lui’.

Les jeux sont fait, cittadini italiani.

 

Words, words, words

I like languages and I love words, it goes without saying. I study them, analyse them and try to get what’s behind them. Because words are not ‘flat’ but hint at a precise world, a space and time and a mindset. I haven’t heard the word ‘citizen’ for quite a long time now. Since the 70s? Or may be since the French Revolution? I can’t really say since when, but surely the word is not fashionable any longer, which is not by chance. When Mr B. ‘took the field’ back in the 90s, he started a new deal in which the old-fashioned ‘citizen’ was swept away by the  much trendier ‘people’.

And the shift from being citizens to just being people has marked the evolution-involution of participatory democracy to a democracy based on delegating powers. These days ‘the people’ watch their leader with adoring eyes, waiting for the ‘illusion pills’ that he sells in the market of dreams politics has turned into. And so we are offered ‘taxation peace’, ‘ citizenship income’, ‘super-early retirement’, and, last but not least, brothels are re-opened as it’s really ugly to see those ‘ladies’ walking up and down the streets. And, being turned into ‘the people’, we don’t worry about one single thing beacuse we rely on the ONE who looks after everything and may be even manages to make trains come on time, as it was ‘when HE was around’.

Les jeux son fait, Italian citizens.

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