Governo che viene, riforma che trovi

Dopo decenni di immobilismo, la politica ha scoperto la scuola. Non è cosa di oggi, risale perlomeno a 15-20 anni fa. E ogni governo vuole lasciare la sua impronta. La politica italiana vive di slogan (‘Internet, Inglese, Impresa’ oppure il più recente ‘La Buona scuola’) e tagli. Tagli??? Sembra strano, vero? Se uno vuole fare una riforma, ha bisogno di risorse, lo capiscono anche i bimbi. Eppure ogni ‘riforma’ si è portata dietro il suo carrettino di tagli e restrizioni di spesa. La domanda, allora, sorge spontanea: non è che tutte le supposte riforme hanno come unico scopo i tagli di spesa perché la cultura è l’ultimo dei problemi del nostro paese?

Invece, nella scuola italiana, c’è proprio  bisogno di investimenti. Niente mirabolanti riforme? Alternanza Scuola Lavoro, CLIL, test INVALSI, esami che cambiano ogni sei mesi? No, grazie. Direi che basterebbe investire in:

# strutture degne di questo nome, spazi adeguati e luminosi, biblioteche fornite con personale adeguatamente preparato, motivato e motivante.

# formazione adeguata e sostegno al lavoro degli insegnanti. Come? Basterebbe abolire o ridurre di molto le pastoie burocratiche, dare spazio e tempo per studiare e pagare adeguatamente il lavoro fatto. E valutare la qualità del lavoro, no problem. Ma questo è un argomento da sviluppare a parte, tanto è spinoso.

# abolire per legge i gruppi WA delle mamme. Questo non costa nemmeno niente e sarebbe una vera manna dal cielo.

Italian schools and politics

Italian politicians have quite recently discovered there are schools in Italy, after years of neglect. Every government wants to leave their mark on the educational system. And therefore we have slogans and cuts. Cuts??? Even children know that promoting a reform needs resources, but in Italian schools every reform comes with its wagon of cuts and budget restrictions. At times I have even thought all these reforms have the only purpose of promoting cuts as – it goes without saying – education has never been a priority for Italian politics.

And if it all changed? Few things are needed after all:

# suitable buildings and libraries with librarians that are both motivated and competent.

# an adequate system of recruitment and support for teachers, a decent salary and proper assessment of their work. This is a hot issue, though, I’ll discuss it properly another time.

# abolition by law of the Italian moms’ Whatsapp groups. That might help a lot and costs nothing…

 

3 comments

  1. La scuola oramai con la q è sepolta da una politica miope
    Una società che abdica alla cultura è destinata al fallimento o al fascismo

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